Progettazione Partecipata

 

  • Incontriamoci in piazza... ma quale piazza?

  • Comune di Monterenzio 2000

  • A Monterenzio l’assenza di un centro storico e la particolare morfologia del territorio sono fattori che hanno reso più difficile l’aggregazione e la socializzazione spontanea. Manca un luogo pubblico di ritrovo, una piazza che sia un’opportunità di incontro per i cittadini e uno spazio integrato con quello che già esiste (la piscina, le scuole, la palestra, il museo, la chiesa, il fiume ecc.).

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  • Laboratorio Partecipativo "Un Parco per tutti"

  • 2000

  • Un laboratorio si configura come spazio e tempo di dialogo, è il luogo in cui si esplicitano esigenze ed aspettative, si approfondiscono tematiche e si prefigurano soluzioni possibili, tenendo conto dei punti di vista dei diversi soggetti coinvolti. L'idea di un Nuovo Parco Pubblico nasce dalla volotà di innalzare il livello qualitativo del uartiere, aumentandone la vivibilità e migliorandone la qualità della vita. Creare un Laboratorio Partecipativo significa porre l'accento sul binomio ascolto/recepimento dei bisogni dei cittadini, al fine di ealizzare un'opera rispondente ai bisogni del quartiere, che possa essere realmente considerata patrimonio di tutti. L'argomento riveste importanza per i ragazzi, grazie alla possibilità di influire e provocare cambiamenti di lunga durata o istituzionali.

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  • Riqualificazione partecipata del "Campo Vecchio"

  • Comune di Sant'Agata Bolognese 2000

  • Il progetto nasce dall'esigenza di riqualificare un parco pubblico in prossimità del centro storico di Sant'Agata Bolognese. L'area, inserita tra spazi ad uso sportivo, ha cominciato ad essere meno utilizzata quando il comune ha innaugurato i nuovi impianti e i nuovi parchi resisi necessari per la crescita della popolazione. L'obiettivo del progetto è quello di riattivare le potenzialità dell'area con una serie di interventi da parte del comune partendo dal coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze del territorio, possibili fruitori di questo spazio, attraverso laboratori di progettazione partecipata.

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  • Un turismo a misura anche di bambini

  • 2000

  • Come dovrebbe essere organizzato un territorio in cui i bambini in vacanza (ma anche quelli che vi risiedono) possono stare bene, muoversi in libertà, stare insieme alle proprie famiglie senza essere “un peso”? Come dovrebbero essere organizzati un albergo, un ristorante, una spiaggia in modo tale da essere “a misura di bambini”? Ma perché i bambini? L’idea chiave è la convinzione che non si debba essere costretti a rinunciare a un rapporto educativo ricco di opportunità con i propri figli, in cambio di una settimana di relax: infatti ci dovrebbero essere territori in grado di offrire vacanze che, fornendo ai più giovani le migliori opportunità per stare bene accanto ai propri genitori, assicurano anche ai genitori il benessere di una vacanza realmente rilassante e rigenerante, non solo sul piano fisico, ma anche nelle relazioni familiari, all’insegna dell’integrazione e non della separazione. I bambini, intesi come patrimonio e radice di sviluppo della comunità, rappresentano il fulcro attraverso il quale rifondare il concetto stesso di relazioni fra le persone e, quindi, di ambienti e città. Perciò anche nello specifico dell’ambito e dell’offerta turistica la considerazione per i bambini può diventare un’attenzione per la persona in tutte le sue accezioni e caratterizzazioni (anziani, giovani, adulti, diversamente abili, ecc.), divenendo un parametro fondamentale per qualificare e specializzare l’offerta di servizi e di spazi.

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  • Sognando un parco

  • Comune di Ferrara 2000

  • Il progetto di indagine nel quartiere Barco di Ferrara prende spunto dalla trasformazione del quartiere stesso voluta da ACER e in parte finanziata dai Contratti di Quartiere, e si pone come obiettivo la sua riqualificazione attraverso il coinvolgimento della cittadinanza. Migliorare la qualità della vita in un quartiere in divenire significa capire quali siano le percezioni e le reazioni della gente di fronte al cambiamento sia dal punto di vista urbanistico che sociale. A maggior ragione nel momento in cui il programma di riqualificazione prevede l'abbattimento e la costruzione di un gran numero di unità abitative con conseguente modifica della composizione demografica del quartiere; solo parte dei vecchi abitanti ha scelto di ritornare nelle case loro assegnate mentre si prevede l’arrivo di nuovi abitanti, famiglie di media età e giovani di basso reddito (essendo il quartiere prevalentemente di edilizia popolare). In quest'ambito la Circoscrizione Nord del Comune di Ferrara ha avviato progetti di carattere sociale volti ad integrare le fasce svantaggiate e alla mediazione dei conflitti interpersonali e intergenerazionali . Grazie al finanziamento della Regione Emilia-Romagna per il Progetto di prevenzione di comunità promosso da PROMECO di Ferrara, la Circoscrizione ha inoltre potuto lavorare in sinergia con l'Associazione Il corpo va in città, UISP - Comitato di Ferrara, Area Giovani del Comune di Ferrara, ACER e la Facoltà di Architettura per attivare il Progetto di indagine e potenziamento delle risorse nel quartiere Barco. Tutto ciò attraverso un'ampia ricerca che avesse l’obiettivo di indagare la reciproca percezione dei vecchi e nuovi abitanti e l'attivazione di laboratori di progettazione informale con giovani ed adulti, mirati alla realizzazione di un centro giovanile e alla riqualificazione di alcuni spazi verdi del quartiere in maniera semplice, condivisa e concreta.

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  • Percorsi sicuri casa scuola a Portomaggiore

  • 2000

  • A Portomaggiore il progetto Percorsi sicuri casa scuola è nato da una priorità d’azione del processo di Agenda 21 gestito da Punto3 - Società per lo sviluppo sostenibile. A partire da 2005, infatti, l'Associazione Il corpo va in città ha collaborato con l'Amministrazione Comunale e i tre anni di lavoro hanno visto l'attivazione di un Pedibus come primo obiettivo per il miglioramento della sicurezza e della mobilità dei bambini della Scuola elementare del capoluogo. Le attività svolte hanno visto il coinvolgimento oltre che dell'Amministrazione comunale e della scuola, anche di genitori, cittadini e volontari in un percorso di lavoro costituito da un'indagine preliminare, laboratori di progettazione partecipata sia con i bambini che con gli adulti, incontri di consultazione, costituzione di un Comitato Pedibus e sperimentazioni, prima dell'avvio stabile del servizio Pedibus, tutt'oggi funzionante.

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Data di creazione della pagina: 2011-05-04 10:46:36
Data di modifica della pagina: 01-06-2011