Progettazione Partecipata

 

  • La biblioteca dei ragazzi a Bologna

  • Comune di Bologna 2007

  • Il progetto, sostenuto dall’Amministrazione Comunale di Bologna, nasce dalla necessità di ristrutturare ed ampliare gli spazi destinati a bambini e ragazzi della biblioteca centrale Sala Borsa. Il progetto Salaborsa ragazzi è stato condotto attraverso incontri e laboratori che hanno coinvolto bambini e ragazzi, genitori e operatori della biblioteca: un gruppo di lavoro, espressione della molteplicità di esigenze e necessità di quanti vivono quotidianamente gli spazi della biblioteca. Allo stesso tempo, attraverso altri strumenti di comunicazione, sono stati coinvolti e informati delle attività realizzate anche altri utenti della biblioteca.Il progetto architettonico di Salaborsa bebè frutto dei laboratori non solo è stato realizzato – e aperto a tutti i cittadini dal 24 giugno 2008– ma è stato insignito del Premio Amico della Famiglia 2007, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento delle Politiche della famiglia.

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  • Il Paesaggio in un’ottica di partecipazione con i bambini e i ragazzi di Verucchio

  • Comune di Verrucchio 2007

  • In occasione dell’elaborazione del Piano Strutturale Comunale, il Comune di Verucchio Comunale ha coinvolto Camina nell’organizzazione attività volte alla promozione e valorizzazione del suo paesaggio che, nonostante le inevitabili trasformazioni, si configura come risorsa dell’intera comunità. In conformità alle indicazioni fornite dalla Convezione europea del paesaggio (Firenze, 2000) e alla legge regionale sulla Tutela e l’uso del territorio (LR 20/2000), il paesaggio, non più inteso come “panorama”, deve essere considerato “ambiente di vita” in cui tutti i cittadini riconoscono la propria storia e partecipano al proprio futuro. Ecco perché la stessa Regione Emilia-Romagna ha mostrato il suo interesse nella realizzare progetti che attivassero un percorso di “tutela attiva del paesaggio” attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni. Si è trattato di un obiettivo ambizioso che, oltre le sole azioni protezionistiche, ha visto il coinvolgimento e consapevolezza di tutta la comunità. Le azioni intraprese, infatti, miravano a diffondere una nuova cultura dello sviluppo, della sostenibilità ed del coinvolgimento di tutte le forze locali.

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  • La scuola del mercato: piccoli e grandi pensano la scuola del mercato

  • 2007

  • In primo luogo la scuola è un ambiente educativo: gli spazi debbono essere coerenti col progetto pedagogico. La scuola è ambiente di vita: adulti e ragazzi vi trascorrono molte ore delle loro giornate. Deve essere un luogo confortevole, le persone debbono sentirsi a loro agio, vivere anche momenti di riposo… A scuola si pranza. Il tema della mensa/refettorio è molto importante: ha risvolti che riguardano il benessere, la convivialità, l’educazione alimentare, il lavoro degli operatori scolastici… La scuola va pulita quotidianamente ed è soggetta a lavori periodici di manutenzione. La progettazione può aiutare tutti coloro che svolgono queste attività? Infine la scuola è inserita nel quartiere: come si raggiunge? Come accoglie i ragazzi non accompagnati dagli adulti in particolare nelle giornate di pioggia? Quale organizzazione delle uscite da scuola consentono gli spazi? Dove attendono i genitori? Questi dunque alcuni dei temi e delle domande da cui siamo partiti. Come abbiamo lavorato? Dal punto di vista metodologico le attività di un laboratorio che promuove partecipazione non si riducono a una serie di interviste o richieste riguardanti attese e desideri, ma si sviluppano attraverso un processo di dialogo e approfondimento sul senso dell’abitare, sulla fruizione dei luoghi, sulle esigenze dei ragazzi e, più in generale, sulla qualità di vita delle persone. Aspetti ed elementi che vengono posti in relazione fra loro e con le diverse prospettive in gioco. All’interno del laboratorio abbiamo dialogato con adulti e bambini, ma non abbiamo chiesto loro di giocare a “fare gli architetti” o quale fosse la scuola dei loro sogni: abbiamo chiesto invece di riflettere sulla loro vita quotidiana, per capire quali siano le esigenze più sentite e come debba essere un ambiente per consentire alle persone di vivere e lavorare bene. Partendo dalla loro esperienza diretta abbiamo prodotto una carta dei criteri di progettazione di qualità. I materiali esito dei laboratori saranno consegnati ai tecnici che riceveranno l’incarico di progettare la nuova scuola, che a loro volta, nell’ambito di una prossima fase del laboratorio che auspichiamo decisamente, mostreranno agli abitanti le loro ipotesi progettuali, dialogando e spiegando come hanno interpretato le esigenze espresse.

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  • Il governo della città e del territorio spiegato ai bambini. Comunale di Bologna

  • Regione Emilia-Romagna 2007

  • Il progetto si propone di sperimentare esperienze di partecipazione di bambini nella pianificazione del territorio. Pertanto, a partire da una rilettura critica della Legge Regionale 20/2000 e dei suoi presupposti culturali, sono stati organizzati laboratorî con gli alunni della scuola primaria Livio Tempesta di Bologna (IV classe) in collaborazione con il Servizio di Pianificazione del Territorio della Regione Emilia Romagna e con l’Urban Center di Bologna. Obiettivo di questo lavoro è studiare, insieme ai giovanissimi, le peculiarità, le criticità del territorio e le opportunità offerte dalle attività di pianificazione urbanistica comunale in relazione alle loro esigenze al fine di sperimentare innovative prassi di partecipazione. Il risultato atteso è volto, non solo verso il fertile impiego di appropriate ed efficaci strategie partecipative con bambini ma anche e soprattutto al fine di promuovere tali iniziative all’interno del territorio regionale, sperimentando metodologie trasferibili ad altri contesti sociali e territoriali. Il lavoro, per propria specifica finalità, ha particolarmente approfondito lo studio dei sistemi ambientali e territoriali nell’ambito del Piano Strutturale Comunale in relazione alla partecipazione dei più giovani. Il lavoro è stato incentrato sul tema del “governo” del territorio: chi decide le trasformazioni, quali i criteri che sottendono le scelte stabilite, quali gli organi che prendono le decisioni, quali strumenti vengono utilizzati. Queste attività sono state potenziate dagli intervento di un “esperti” della Regione Emilia-Romagna e dell’Urban Center di Bologna. L’esperto della Regione Emilia-Romagna ha che spiegato ai bambini il ruolo e gli strumenti utilizzati per governare il territorio, mettendo in luce gli aspetti di criticità e le necessità di preservare alcune componenti del paesaggio e della cultura ritenute “invarianti”. L’esperto dell’Urban Center ha illustrato le trasformazioni urbane previste dal Piano Strutturale di Bologna e, successivamente, focalizzando l’attenzione sulla parte di quartiere, Croce del Biacco, che i bambini vivono e sperimentano ogni giorno, avviando una fertile riflessione su come tali trasformazioni vengono recepite dai bambini e se queste ne rispettano desiderî, idee, bisogni. Tale discussione rappresenta il punto di partenza per il prosieguo del progetto che ha coinvolto, ad un anno di distanza, sempre gli stessi bambini.

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  • Il Parco che vorrei

  • 2007

  • A cura di Federica Cirlini, Sara Davoli, Glauco Fantini e Clementina Pedrazzoli Le esperienze dei Comuni di Albinea, Cadelbosco Sopra e Quattro Castella dimostrano come sia possibile dare vita a progetti di qualità partecipata fin dalle fasi di ideazione e progettazione per i futuri fruitori, bambini e bambine. Ed. La Mandragora form. 17 × 24 pagg. 112 - ISBN 978-88-7586-143-8 - a 16,00 (2007)

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  • 9_introduzione.pdf   9_indice.pdf  

Data di creazione della pagina: 2011-05-04 10:46:36
Data di modifica della pagina: 01-06-2011