Laboratori e Ricerca

 

  • Percorsi sicuri casa scuola a Crevalcore

  • Comune di Crevalcore 2000

  • Percorsi sicuri casa-scuola a Crevalcore” rappresenta un momento di confronto tra i cittadini - in particolare scuola, associazionismo e amministrazione locale - al fine di interrogarli sulle problematiche in merito alla mobilità scolastica in un’ottica di partecipazione attiva e condivisione delle proposte e delle decisioni. Questa iniziativa si inserisce all'interno del progetto ""Città delle Bambine e dei Bambini"", intrapreso dal Comune di Crevalcore, che sta cercando di lavorare insieme alla cittadinanza per garantire maggiore autonomia ai ragazzi attraverso adeguate condizioni di sicurezza. Il progetto si propone di aumentare il senso civico e far sentire più a casa i cittadini, permettendo sia ai bambini che agli adulti di spostarsi più tranquilli e sentirsi più sicuri.

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    mobilita` sostenibile

  • Percorsi sicuri a Savignano sul Rubicone

  • 2000

  • Il progetto Percorsi Sicuri a Savignano sul Rubicone si inquadra all'interno di una più ampia riflessione sulla mobilità dell'intero paese che ha portato alla redazione del Piano Urbano del Traffico comunale. Camina contribuisce a questo processo coinvolgendo bambini e ragazzi, nonché insegnanti e genitori, di alcune classi delle scuole elementari e medie. Gli obiettivi principali della prima fase del progetto sono stati la raccolta di dati, di tipo sia qualitativo/ percettivo sia quantitativo, e la redazione di alcune mappe capaci di riassumere sia gli abituali percorsi dei ragazzi sia le principali criticità segnalate da giovani e adulti. Questi materiali sono stati propedeutici ad una seconda fase che ha visto un confronto con le scelte più generali del PUT, momenti di comunicazione pubblica e la realizzazione di laboratori scolastici e di uscite didattiche.

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    mobilita` sostenibile

  • 15 diritti per 15 comuni

  • 2000

  • La redazione del “Protocollo d’intenti per i diritti dei bambini” stipulato tra amministratori e bambini e ragazzi è il risultato di un lavoro a cui hanno partecipato numerose classi di scuole di ordini diversi in 15 comuni del Distretto Pianura Est della Provincia di Bologna. Le Amministrazioni hanno chiesto ai bambini, ai ragazzi e agli insegnanti di approfondire alcune tematiche attinenti i loro diritti di cittadinanza e impostare gli elementi essenziali per la definizione di un patto attraverso il quale gli amministratori possano impegnarsi a fare scelte politiche seguendo le indicazioni e le priorità messe in evidenza da loro. Durante l’anno scolastico 2005/2006 le scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado situate nel territorio dei 15 Comuni hanno aderito al progetto e hanno scelto una tematica sulla quale concentrare in maniera privilegiata l’attenzione e sulla quale sviluppare un percorso didattico e di indagine sul territorio. La sintesi e la raccolta dei lavori delle classi ha portato le curatrici (Anna Baldoni, pedagogista in Camina, e Mara Casari, pedagogista del Comune di San Pietro in Casale) a individuare tre temi chiave/diritti che ritornano costantemente nelle riflessioni e nell’espressione dei bisogni dei ragazzi: IL DIRITTO A STARE INSIME IL DIRITTO AL BENESSERE IL DIRITTO ALL'AUTONOMIA E AL MOVIMENTO. I 15 i Consigli comunali hanno sottoscritto il Protocollo nei mesi di novembre e dicembre 2006 e si sono impegnati a farvi riferimento costantemente nella scelta delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza. Inoltre, ogni Comune ha stanziato un fondo vincolato per cominciare a dare un primo segnale, una o alcune risposte, ai problemi rilevati dai bambini, in accordo con le classi che hanno lavorato al Protocollo. I Comuni e le scuola hanno in seguito valutato come garantire nel tempo la messa in pratica dei principi e delle indicazioni presenti nel protocollo."

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    infanzia cittadinanza diritti

  • Incontriamoci in piazza... ma quale piazza?

  • Comune di Monterenzio 2000

  • A Monterenzio l’assenza di un centro storico e la particolare morfologia del territorio sono fattori che hanno reso più difficile l’aggregazione e la socializzazione spontanea. Manca un luogo pubblico di ritrovo, una piazza che sia un’opportunità di incontro per i cittadini e uno spazio integrato con quello che già esiste (la piscina, le scuole, la palestra, il museo, la chiesa, il fiume ecc.).

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    progettazione partecipata

  • Laboratorio Partecipativo "Un Parco per tutti"

  • 2000

  • Un laboratorio si configura come spazio e tempo di dialogo, è il luogo in cui si esplicitano esigenze ed aspettative, si approfondiscono tematiche e si prefigurano soluzioni possibili, tenendo conto dei punti di vista dei diversi soggetti coinvolti. L'idea di un Nuovo Parco Pubblico nasce dalla volotà di innalzare il livello qualitativo del uartiere, aumentandone la vivibilità e migliorandone la qualità della vita. Creare un Laboratorio Partecipativo significa porre l'accento sul binomio ascolto/recepimento dei bisogni dei cittadini, al fine di ealizzare un'opera rispondente ai bisogni del quartiere, che possa essere realmente considerata patrimonio di tutti. L'argomento riveste importanza per i ragazzi, grazie alla possibilità di influire e provocare cambiamenti di lunga durata o istituzionali.

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    progettazione partecipata

  • Percorsi sicuri casa scuola a Calderara di Reno

  • Comune di Calderara di Reno 2000

  • Il progetto nasce dalla riflessione sulla forte diminuzione del numero dei bambini che vanno a scuola a piedi o in bicicletta e sulla riduzione degli spazi a disposizione per la loro mobilità. Le strade sono sempre un luogo destinato agli adulti e alle loro automobili, con conseguenze sulla mobilità e sulla qualità dell’ambiente. L’obiettivo principale è, quindi, quello di rendere i bambini e le bambine autonomi e sicuri: la possibilità di andare a scuola da soli, di uscire per giocare con gli amici, di andare a fare la spesa … riconoscendo loro il diritto a vivere all’interno della propria comunità in un clima di relazioni significative e in una dimensione “sostenibile” priva di quei rischi ambientali, legati alla sicurezza, agli spazi, ai tempi e ai ritmi che spesso rendono le città dei luoghi inadatti e contrastanti per una crescita e uno sviluppo rispettoso dei bisogni delle necessità individuali. A tal fine è necessario coniugare lo sviluppo ed il potenziamento dei nuclei urbani, con la sicurezza e la coesistenza pacifica tra automobilisti e pedoni, in particolare pedoni-bambini. Per realizzare questa esperienza si è previsto il pieno coinvolgimento dei cittadini – grandi e piccoli –, consentendo a tutte le componenti della comunità di prendere parte attiva ai processi decisionali e di costruzione del progetto.

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    mobilita` sostenibile

  • A piedi o in bici, con gli amici o con le amiche

  • Comune di Bologna 2000

  • La mobilità casa/scuola, anche a Bologna è caratterizzata da scarsa autonomia dei ragazzi e da uso rilevante dell’automobile, da parte delle famiglie, per accompagnare i figli a scuola e riaccompagnarli a casa. Questo progetto si propone di promuovere le condizioni ottimali affinché bambini e bambine possano andare e tornare da scuola a piedi o in bicicletta, prendendo esempio dalle famiglie che già si sono organizzate in tal senso. Ciò, sulla base di consapevolezze che sono ormai condivise a livello internazionale e nell’ambito di diversi campi del sapere e delle professioni: psico-pedagogisti, insegnanti, pediatri, esperti di ambiente e sostenibilità, mobility manager, sono alcune delle figure impegnate oggi in questo genere di progetti. Muovendo da queste premesse, il Quartiere Santo Stefano e le scuole del suo territorio hanno maturato l’intenzione di collaborare con le famiglie e tutti i soggetti interessati, alla promozione di azioni volte a incentivare la mobilità ciclopedonale di bambini e ragazzi, nei percorsi casa/scuola.

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    mobilita` sostenibile

  • A piedi e in bici a scuola con gli amici

  • Comune di Cesena 2000

  • Anche a Cesena sono attivi ormai da qualche anno i percorsi sicuri casa-scuola. Attualmente il progetto è attivo per la Scuola Carducci e conta due punti di raccolta nei quali ogni mattina nonni vigili, genitori e volontari, aspettano i bambini per percorrere assieme la strada verso la scuola, aiutando quest'ultimi nell'attraversamento dei punti più critici. Altre scuole della città si sono avvicinate al progetto. La scuola Saffi, anch'essa in posizione centralissima, ha richiesto l'attivazione del progetto anche per il plesso, in quanto le esigenze sono del tutto similari a quelle della scuola Carducci: - traffico davanti alla scuola soprattutto nelle ore di punta; - concentrazione di gas di scarico attorno al plesso; - pericolosità del percorsi dei bambini da casa a scuola; - necessità e volontà di attivare un percorso di autonomia nei confronti degli alunni; - sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle tematiche del traffico e dell'inquinamento; - sensibilizzazione dell'amministrazione per la messa a punto di agevolazioni e dispositivi di sicurezza per chi si muove a piedi e in bici (piste ciclabili, attraversamenti pedonali, ...). Anche la scuola Ponte Abadesse si è avvicinata al progetto; tuttavia, a causa della sua posizione marginale rispetto alla città, non intende per il momento attivare i percorsi casa-scuola. A partire dall'anno scolastico 2005/2006 ha iniziato un percorso di educazione all'autonomia e alla promozione di stili di vita salutari, proseguendo un lavoro iniziato durante l'anno scolastico precedente sull'educazione alimentare, per la promozione di diete più equilibrate e salutari per i bambini. Attualmente si sono alleate con le scuole coinvolte nel progetto al fine di promuovere l'autonomia negli spostamenti e l'utilizzo della bici (e delle gambe!) per conoscere meglio il territorio.

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    mobilita` sostenibile

  • Nuovi cittadini di pace

  • 2000

  • E' stata svolta sul territorio Bolognese un'indagine in più fasi per realizzare una mappatura di tutti i Comuni della Provincia di Bologna in cui è presente un Consiglio dei ragazzi. In seguito sono stati messi in evidenza alcuni temi legati a criticità e positività dei progetti in questione, e si sono approfonditi.

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    consigli dei ragazzi

  • Riqualificazione partecipata del "Campo Vecchio"

  • Comune di Sant'Agata Bolognese 2000

  • Il progetto nasce dall'esigenza di riqualificare un parco pubblico in prossimità del centro storico di Sant'Agata Bolognese. L'area, inserita tra spazi ad uso sportivo, ha cominciato ad essere meno utilizzata quando il comune ha innaugurato i nuovi impianti e i nuovi parchi resisi necessari per la crescita della popolazione. L'obiettivo del progetto è quello di riattivare le potenzialità dell'area con una serie di interventi da parte del comune partendo dal coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze del territorio, possibili fruitori di questo spazio, attraverso laboratori di progettazione partecipata.

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    progettazione partecipata

  • Progetto PARCO

  • 2000

  • Il progetto vuole coinvolgere bambini e ragazzi nella progettazione degli interventi per incrementare il loro senso di appartenenza, il rispetto e la difesa di un luogo percepito come proprio. Tramite il percorso partecipativo si offre inoltre l’opportunità, ad adulti e ragazzi, di riflettere su problematiche quali la vivibilità e la sostenibilità ambientale, la responsabilità nei confronti del bene pubblico, la relazione tra le persone, i rapporti intergenerazionali. Il percorso di progettazione partecipata si caratterizza come un’occasione per far vivere ai ragazzi esperienze non fini a se stesse ma che si concretizzano in un’opera da realizzare. In quest’ottica l’ educazione ecologica e ambientale si interconnette con l’educazione alla riflessione critica e alla cittadinanza partecipata, in quanto favorisce la consapevolezza nei ragazzi della necessità che ciascuno può contribuire al miglioramento della qualità degli ambienti in cui vive.

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    consigli dei ragazzi

  • Un turismo a misura anche di bambini

  • 2000

  • Come dovrebbe essere organizzato un territorio in cui i bambini in vacanza (ma anche quelli che vi risiedono) possono stare bene, muoversi in libertà, stare insieme alle proprie famiglie senza essere “un peso”? Come dovrebbero essere organizzati un albergo, un ristorante, una spiaggia in modo tale da essere “a misura di bambini”? Ma perché i bambini? L’idea chiave è la convinzione che non si debba essere costretti a rinunciare a un rapporto educativo ricco di opportunità con i propri figli, in cambio di una settimana di relax: infatti ci dovrebbero essere territori in grado di offrire vacanze che, fornendo ai più giovani le migliori opportunità per stare bene accanto ai propri genitori, assicurano anche ai genitori il benessere di una vacanza realmente rilassante e rigenerante, non solo sul piano fisico, ma anche nelle relazioni familiari, all’insegna dell’integrazione e non della separazione. I bambini, intesi come patrimonio e radice di sviluppo della comunità, rappresentano il fulcro attraverso il quale rifondare il concetto stesso di relazioni fra le persone e, quindi, di ambienti e città. Perciò anche nello specifico dell’ambito e dell’offerta turistica la considerazione per i bambini può diventare un’attenzione per la persona in tutte le sue accezioni e caratterizzazioni (anziani, giovani, adulti, diversamente abili, ecc.), divenendo un parametro fondamentale per qualificare e specializzare l’offerta di servizi e di spazi.

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    progettazione partecipata

  • Vietato vietare il gioco

  • 2000

  • L'Associazione Arciragazzi ha promosso un monitoraggio sul diritto al gioco di bambini e adolescenti. In seguito alla costituzione di un gruppo di coordinamento nazionale è stato prodotto un questionario e un vademecum per il suo ulitizzo; il questinario è stato somministrato ai bambini e ai ragazzi che partecipano alle atttività dell'Associazione in diverse città di Italia: Ferrara, Genova, Firenze, Pontedera, Palermo, Terni, Amelia, Latina, Napolil, Milano. Nelle diverse città sono state organizzate anche iniziatitive di sensibilizzazione sul tema del diritto

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    infanzia cittadinanza diritti

  • Sognando un parco

  • Comune di Ferrara 2000

  • Il progetto di indagine nel quartiere Barco di Ferrara prende spunto dalla trasformazione del quartiere stesso voluta da ACER e in parte finanziata dai Contratti di Quartiere, e si pone come obiettivo la sua riqualificazione attraverso il coinvolgimento della cittadinanza. Migliorare la qualità della vita in un quartiere in divenire significa capire quali siano le percezioni e le reazioni della gente di fronte al cambiamento sia dal punto di vista urbanistico che sociale. A maggior ragione nel momento in cui il programma di riqualificazione prevede l'abbattimento e la costruzione di un gran numero di unità abitative con conseguente modifica della composizione demografica del quartiere; solo parte dei vecchi abitanti ha scelto di ritornare nelle case loro assegnate mentre si prevede l’arrivo di nuovi abitanti, famiglie di media età e giovani di basso reddito (essendo il quartiere prevalentemente di edilizia popolare). In quest'ambito la Circoscrizione Nord del Comune di Ferrara ha avviato progetti di carattere sociale volti ad integrare le fasce svantaggiate e alla mediazione dei conflitti interpersonali e intergenerazionali . Grazie al finanziamento della Regione Emilia-Romagna per il Progetto di prevenzione di comunità promosso da PROMECO di Ferrara, la Circoscrizione ha inoltre potuto lavorare in sinergia con l'Associazione Il corpo va in città, UISP - Comitato di Ferrara, Area Giovani del Comune di Ferrara, ACER e la Facoltà di Architettura per attivare il Progetto di indagine e potenziamento delle risorse nel quartiere Barco. Tutto ciò attraverso un'ampia ricerca che avesse l’obiettivo di indagare la reciproca percezione dei vecchi e nuovi abitanti e l'attivazione di laboratori di progettazione informale con giovani ed adulti, mirati alla realizzazione di un centro giovanile e alla riqualificazione di alcuni spazi verdi del quartiere in maniera semplice, condivisa e concreta.

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    progettazione partecipata

  • Percorsi sicuri casa scuola a Portomaggiore

  • 2000

  • A Portomaggiore il progetto Percorsi sicuri casa scuola è nato da una priorità d’azione del processo di Agenda 21 gestito da Punto3 - Società per lo sviluppo sostenibile. A partire da 2005, infatti, l'Associazione Il corpo va in città ha collaborato con l'Amministrazione Comunale e i tre anni di lavoro hanno visto l'attivazione di un Pedibus come primo obiettivo per il miglioramento della sicurezza e della mobilità dei bambini della Scuola elementare del capoluogo. Le attività svolte hanno visto il coinvolgimento oltre che dell'Amministrazione comunale e della scuola, anche di genitori, cittadini e volontari in un percorso di lavoro costituito da un'indagine preliminare, laboratori di progettazione partecipata sia con i bambini che con gli adulti, incontri di consultazione, costituzione di un Comitato Pedibus e sperimentazioni, prima dell'avvio stabile del servizio Pedibus, tutt'oggi funzionante.

  • Area

    progettazione partecipata

Data di creazione della pagina: 2011-02-18 10:14:35
Data di modifica della pagina: 01-06-2011