Laboratori e Ricerca

 

  • Il Parco delle Fonti di Meldola

  • Comune di Meldola (FC) 2009

  • L'Amministrazione Comunale, impegnata nella valorizzazione delle risorse ambientali e sociali presenti nel proprio territorio, aderendo a programmi che garantiscano la sostenibilità dello sviluppo locale, si è impegnata anche nell’ambizioso progetto di ri-naturalizzazione del fiume Ronco-Bidente, nella realizzazione di un’area naturalistica dedicata alla riproduzioni delle testuggini palustri, nella realizzazione di un nuovo parco pubblico e attrezzato, alle porte della città. “Il Parco delle Fonti” sarà il parco di tutti i meldolesi, ecco perchè si è invitata la comunità tutta a prendere parte alla sua ideazione. I laboratori di progettazione partecipata - dedicati ad adulti, bambini e ragazzi- diventano il momento per confrontarsi sulle aspettative, sulle necessità, sul desiderio di poter “vivere la natura”, dando occasione a tutti di esprimere le proprie idee. Da questa proficua discussione e dalle proposte individuate, i tecnici comunali ed i progettisti giungeranno alla redazione di progetto architettonico realmente condiviso.

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    progettazione partecipata

  • 20101.pdf  
  • I bambini ripensano la struttura urbana: il Piano Strutturale Comunale di Bologna

  • Regione Emilia-Romagna 2009

  • Il progetto si è proposto di sperimentare forme di partecipazione dei giovanissimi nella pianificazione del territorio. Partendo da una rilettura critica della Legge regionale 20/2000 e dei suoi presupposti culturali, sono stati organizzati laboratorî con bambini della scuola primaria Livio Tempesta di Bologna (classe V, a.s. 2008-2009), in collaborazione con il Servizio di Pianificazione del Territorio della Regione Emilia Romagna e con l’Urban Center di Bologna. Obiettivo di questo lavoro è stato individuare le peculiarità, le criticità del territorio e le opportunità offerte dalle attività di pianificazione urbanistica comunale in relazione alle esigenze dei più piccoli ed al loro punto di vista. Il lavoro, proseguendo e sviluppando quanto realizzato nel progetto “Il governo della città e del territorio spiegato ai bambini. La legge regionale 20/2000 e il Piano Strutturale Comunale di Bologna”, ha focalizzato l’attenzione sull’analisi dei bisogni dei bambini, sull’osservazione del proprio quartiere, di quanto già esiste e di quanto manca. Solo in una seconda fase, sono state formulate e vagliate proposte di miglioramento dello spazio urbano. Con particolare attenzione sono state identificate le “funzioni insediative, gli usi del territorio, i servizî” necessarî a garantire una “buona fruizione” del quartiere e della città, da parte dei bambini. Successivamente l’attenzione si è spostata ad analizzare i criterî localizzativi di queste funzioni, per capire quali interconnessioni dovrebbero esistere fra i diversi usi del territorio, sempre in relazione ai bisogni dell’infanzia. Infine lo studio si è concentrato sull’individuazione di specifici parametri che dovrebbero orientare la progettazione di attrezzature pubbliche e di funzioni private. A corredo di quanto espresso, i bambini hanno ideato un gioco per di-mostrare come dovrebbe essere progettata una città o un quartiere a misura di bambino.

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    progettazione partecipata

  • I ragazzi progettano una porzione di Bologna: la zona di Pontelungo

  • Regione Emilia-Romagna 2009

  • Il progetto si è proposto di dar vita a forme di partecipazione dei giovani nei processi di pianificazione del territorio. Partendo da una rilettura critica del Piano Strutturale Comunale (L.R. 20/2000) di Bologna sono stati organizzati laboratorî con ragazzi dell’istituto Crescenzi - Pacinotti di Bologna (classe I e II FS, a.s. 2008-2009), in collaborazione con il Servizio di Pianificazione del Territorio della Regione Emilia Romagna e con l’Urban Center di Bologna. Si è sperimentare una metodologia di approccio e di coinvolgimento dei ragazzi sul tema del Piano Strutturale Comunale di Bologna per rendendoli partecipi delle scelte di trasformazione del territorio e per sviluppare nuovi spunti per riqualificare l’ambiente urbano. Si è scelto di lavorare in un contesto reale, su di una porzione di Bologna denominata Pontelungo - ad ovest della città in prossimità del fiume Reno - proprio in previsione della redazione del Piano Operativo Comunale (POC). Il “risultato” dei laboratori realizzati con i ragazzi può essere letto sotto diverse prospettive. Dal punto di vista dell’esperienza di partecipazione si osserva come l’elaborazione di un progetto costituisca, per i ragazzi, l’avvio di una riflessione su se stessi ed i proprî bisogni e non solo sulle necessità di trasformazione/qualificazione di uno spazio urbano. Comprendere se stessi in relazione ai luoghi della città ed alle esigenze di altri cittadini, è già di per sé un risultato importante ma lo è ancora di più se l’attività realizzata permette di esprimere le proprie preferenze, di manifestare la propria personalità, di prendere coscienza della necessità di ri-appropriarsi del proprio “ambiente di vita”, di essere in tutti i sensi cittadini. Formulare idee, esprimersi, essere ascoltati, vivere gli spazî della città sono tutti aspetti che afferiscono all’idea più piena della cittadinanza.

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    mobilita` sostenibile

  • Percorsi sicuri casa-scuola, Rosignano Marittimo

  • Comune di Rosignano Marittimo (LI) 2009

  • La mobilità casa-scuola è spesso caratterizzata dalla scarsa autonomia dei ragazzi e da un rilevante uso dell’automobile. Questo progetto si propone di promuovere le condizioni ottimali affinché bambini e ragazzi possano andare e tornare da scuola a piedi o in bicicletta. Ciò, sulla base di premesse che sono ormai condivise a livello internazionale: psico-pedagogisti, insegnanti, pediatri, esperti di ambiente e sostenibilità, mobility manager, per citare solo alcune delle figure impegnate oggi in progetti analoghi. La promozione di percorsi sicuri casa-scuola richiede azioni complesse, che chiamano in causa diversi settori dell’Amministrazione municipale insieme al mondo della scuola. Inoltre, i processi messi in moto con i percorsi sicuri casa-scuola riguardano le famiglie e la comunità intera, e chiamano in causa l’accessibilità di un territorio, non solo i tragitti che portano a scuola. Il progetto dedicato al contesto comunale di Rosignano è articolato in un triennio per poter avviare azioni sperimentali che possano trasformarsi e consolidarsi in buone prassi. Lo staff di lavoro è impegnato su tre diversi versanti: quello della scuola, con incontri formativi dedicati ai docenti e laboratorî con bambini e ragazzi; sul versante della comunità, con incontri pubblici con genitori, cittadini, associazioni; quello della gestione pubblica, attraverso incontri con i funzionarî di varî settori del Comune per favorire l’adozione di appropriate strategie per supportare la buona riuscita del progetto. Nell’anno scolastico 2010 – 2011 si è ripreso il discorso avviato per iniziare a costruire un più organico percorso educativo volto ad avviare alcune prime sperimentazioni di autonomia entro la fine dell’anno scolastico. Il lavoro con i ragazzi è stato condotto nella primavera di quest’anno con le tre quarte (A, B, C) della scuola “E. Solvay”. Siamo partiti dalla somministrazione dei questionari in modo da avere una percezione iniziale della situazione e così da avviare anche una comunicazione con le famiglie. I questionari sono stati rielaborati dalle classi mostrando con grafici e istogrammi l’andamento delle abitudini di mobilità di bambini e genitori. L’immagine che ne emerge è quella di una maggioranza di bambini che arrivano a scuola in auto, ma anche l’idea che ai bambini piacerebbe poter arrivare a piedi o in bicicletta e, soprattutto, che non vi sono difficoltà o pericoli tali da rendere la cosa impossibile. Questo dato fa riflettere sulle abitudini che sono, nella maggior parte dei casi, responsabili di tali comportamenti. Di qui si è iniziato il lavoro con le classi per capire cosa fare e come agire: finalità, obiettivi, strategie. Si è trattato, pur nella brevità del percorso (quattro laboratori con ciascuna classe, dodici in totale), di un’esperienza di progettazione partecipata per adottare insieme azioni in grado di mutare gradualmente le abitudini di bambini e famiglie. I laboratori con i bambini sono partiti dalla lettura, realizzazione e comprensione di mappe topografiche, realizzazione di mappe di flussi, di criticità per arrivare ad individuare tracciati che potrebbero essere sfruttati dal maggior numero di bambini, avendo cura che ciascuno di essi potesse avere i requisiti ritenuti necessari: essere diretti, sicuri, il più possibile gradevoli e, soprattutto, che potessero avere, al loro capolinea (posto ad una distanza variabile dalla scuola, ma a portata di bambino), una zona di scambio intermodale dove i genitori potrebbero arrivare in auto e lasciare (e al ritorno riprendere) i propri figli. Il raggio d’azione di questi percorsi individuati dai bambini è piuttosto variabile da una classe all’altra e corrisponde a isocrone, o a distanze metriche, stabilite dalle classi di comune accordo a fronte di una sperimentazione e di calcoli svolti insieme durante i laboratori. La strategia messa a punto dai bambini sarebbe quella di provare, magari negli ultimi giorni di scuola, a sperimentare in gruppo i percorsi in modo autonomo nell’entrata e nell’uscita da scuola. Questo costituirebbe un importante precedente ed una “prova generale” per una mobilità diversa nel percorso casa – scuola di Rosignano Solvay. Nell’ultima giornata programmata (che si svolgerà il 23 maggio) si concluderanno i laboratori con i bambini e si presenterà il lavoro ai genitori. L’obiettivo è presentare il progetto nel suo insieme spiegandone i beneficî e le ragioni, mostrare il lavoro sviluppato dalle classi e concordare insieme le modalità per l’eventuale sperimentazione di fine anno scolastico così come richiesto dai bambini. Nel successivo anno scolastico (il terzo anno di progetto) si vorrebbe estendere e mandare a regime l’attività coinvolgendo altre classi.

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    mobilita` sostenibile

  • Rosignano_genitori_2011.pdf  
  • Prevenzione delle patologie dell’ambiente costruito in relazione agli strumenti urbanistici

  • Regione Emilia Romagna, Assessorato alle politiche per la salute 2009

  • La Regione Emilia-Romagna ha inteso promuovere nuove Linee Guida per la Prevenzione della Patologia Indotta dall’Ambiente Costruito: per farlo ha incaricato Camina - con la collaborazione di personale della Regione Emilia-Romagna e dell’ASL di Bologna - di ideare uno strumento che permetta di valutare ex ante gli effetti prodotti da piani urbanistici (attuativi o generali), diventando un utile strumento di lavoro per gli operatori delle ASL, e, al contempo, sviluppando le indicazioni fornite dalle Linee Guida regionali concernenti le progettazioni urbanistiche e le modifiche dell’assetto del territorio. Le Linee Guida della Regione Emilia-Romagna diventeranno un importante strumento, una legge regionale che orienterà il modo di progettare e costruire le città, ponendo l’accento sulle condizioni di salute e di benessere dei cittadini. Il lavoro è stato costruito per individuare una metodologia di approccio alle trasformazioni territoriali orientata a far emergere la relazione tra orientamenti progettuali ed effetti sulla salute e sul benessere dei cittadini, organizzata in una matrice pronta per la valutazione che il personale delle Aziende USL fa delle modifiche apportate sul territorio. Per far questo sono stati utilizzati casi di studio al fine di sperimentare la metodologia e gli strumenti concepiti. Pertanto il lavoro sperimentale è stato supportato da un’Azienda Unità Sanitaria Locale - Dipartimento di Sanità Pubblica - Unità Operativa Complessa Igiene e Sanità Pubblica - Unità Operativa Semplice Igiene Edilizia/Urbanistica della Regione Emilia-Romagna.

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    progettazione partecipata

Data di creazione della pagina: 2011-02-18 10:14:35
Data di modifica della pagina: 01-06-2011