Dopo aver analizzato le proposte di Giovanni Castellani
(Democrazia in Erba) e Daniele Novara (Centro Psicopedagogico per
la Pace) il gruppo di lavoro, coordinato da Valter Baruzzi, analizza
i casi proposti dai partecipanti e li segue fino a Giugno, approfondendo
i nodi irrisolti e delineando lo sviluppo delle tappe di lavoro,
muovendo da alcune consapevolezze, di seguito schematicamente elencate:
1. Il Consiglio dei ragazzi è una esperienza formativa,
mirante a coinvolgere i ragazzi della città con forme
e modi tali da valorizzare il loro protagonismo.
E un momento di educazione che consente lespressione
di idee e opinioni, momenti di analisi e di proposta dei bambini
e dei ragazzi, che hanno così loccasione di dialogare
con gli adulti e di fare esperienze di cittadinanza attiva.
Generalmente i consigli sono promossi dall'amministrazione comunale
e dalla scuola.
2. Il Consiglio dei ragazzi è unesperienza complessa
che coinvolge il mondo adulto a diversi livelli (famiglie, docenti,
amministratori, operatori
) e richiede che vi sia consapevolezza
condivisa sulle tappe del percorso che si va intraprendendo, sui
metodi e sui contenuti da esprimere. Per questa ragione lavvio
del Consiglio dei ragazzi deve essere preceduto da momenti di studio
e riflessione, nellambito di un gruppo di progetto appositamente
costituito, formato da insegnanti, genitori e operatori del Comune,
con il compito di affrontare e approfondire preliminarmente tutte
le questioni che si presentano, e sostenere una volta avviata
- lattività dei docenti e dei facilitatori.
3. Il facilitatore / la facilitatrice ha il compito di coordinare
e condurre il gruppo di ragazzi da cui è formato il Consiglio.
E una persona che possiede alcune competenze specifiche di
tipo relazionale: ha una buona capacità comunicativa ed è
in grado di sostenere lascolto attivo; entra in empatia con
i ragazzi e li sostiene nel loro percorso di crescita, ma sa anche
mantenere un solido rapporto con il gruppo di progetto e con gli
altri adulti coinvolti nellesperienza.
Queste sono le caratteristiche di fondo che si richiedono a un
facilitatore:
Essere garante del metodo:
-
saper garantire la manifestazione autentica delle esigenze,
delle opinioni, dei dubbi dei ragazzi, ad esempio non spegnendo
dautorità i conflitti, ma utilizzandoli come
risorsa di crescita individuale e del gruppo;
-
saper gestire il gruppo lavorando su una linea di programma
definita e condivisa e offrendo una metodologia democratica
e in grado di prefigurare con chiarezza i percorsi da effettuare
e gli eventuali ostacoli da fronteggiare.
Non essere manipolativo:
-
saper riconoscere e distinguere i desideri degli adulti
(insegnanti, genitori, gruppo di progetto
) e quelli
dei ragazzi;
-
saper aiutare i ragazzi ad esprimere il loro pensiero autonomamente,
stimolandoli, senza sostituirsi a loro.
Essere portatore di misura:
-
saper mediare i desideri e le aspettative dei ragazzi conducendoli,
attraverso percorsi di analisi e di ricerca del reale, alla
formulazione di proposte meditate, eventualmente proponendo
esperienze di dialogo e confronto coi saperi tecnico
scientifici e di allargamento delle conoscenze e delle competenze.
4. Come si debbono svolgere le elezioni?
Siamo convinti che sia opportuno evitare di coinvolgere bambini
e ragazzi in riti e procedure che esaltino la competizione
fine a se stessa, privilegiando invece soluzioni informali. Suggeriamo
di organizzare votazioni formali solo quando appare indispensabile
e secondo criteri rispettosi delletà e delle esperienze
della classe o della scuola. E opportuno che le elezioni
siano precedute da una fase di analisi e ricerca volta ad individuare
temi, problemi e proposte dei ragazzi, affinché ogni ragazzo/ragazza
candidato/a sia portatore di una proposta condivisa da altri
ragazzi, e le elezioni siano il momento in cui si votano persone
e proposte.
5. La tipologia dei Consigli dei ragazzi italiani trova scarso
riscontro nella realtà europea per quanto riguarda letà
dei ragazzi, che in Italia è inferiore, essendo distribuita
sulla fascia scolastica elementare - media.
-
Le caratteristiche delle diverse età dei ragazzi
richiederanno approcci differenziati. I più grandi
saranno probabilmente in grado di articolare anche temi complessi,
mentre per i più
piccoli sarà necessario correlare lesperienza
ad una dimensione territoriale vicina alla loro vita quotidiana
(casa/scuola, quartiere, ecc.).
-
Quando si insedia un Consiglio dei ragazzi, è opportuno
prevedere a breve un percorso di accesso per la fascia detà
dai 14 ai 17 anni, per consentire continuità a quei
ragazzi e a quelle ragazze che già abbiano partecipato
ad esperienze di cittadinanza attiva e desiderino continuare
a farlo.
6. Questo progetto, per essere realizzato correttamente, richiede
di dedicare una particolare cura allinformazione e al coordinamento
dei vari soggetti coinvolti, affinché maturi un buon livello
di condivisione fra tutti gli adulti.
7. Un approccio interassessorile e un buon coordinamento intersettoriale
sono requisiti fondamentali per garantire il buon esito dellesperienza
del Consiglio dei ragazzi.
8. E bene prevedere inoltre lorganizzazione di iniziative
di formazione, di coinvolgimento e dialogo con genitori, docenti
e operatori del Comune e iniziative di comunicazione rivolte a
tutti i cittadini. |